AI Act: cosa cambia davvero dal 2 agosto 2026

Il 2 agosto 2026 entra in vigore la seconda tranche di obblighi previsti dal Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act). Nonostante i recenti interventi normativi (decreto AI Digital Omnibus) abbiano differito al 2027 e 2028 i requisiti per i sistemi ad alto rischio, la scadenza di agosto resta tassativa per gli obblighi di trasparenza (Articolo 50) e per l’avvio del regime sanzionatorio.

L’adempimento non riguarda solo gli sviluppatori (provider), ma impatta direttamente le aziende che utilizzano strumenti di IA nei propri processi operativi (deployer).

Gli obblighi di trasparenza vigenti dal 2 agosto 2026:

  • Sistemi di interazione (Chatbot): Obbligo di informare esplicitamente l’utente qualora stia interagendo con un sistema automatizzato.
  • Contenuti sintetici (Generative AI): Audio, video e immagini generati o manipolati tramite IA devono essere chiaramente etichettati come tali.
  • Testi informativi: I testi generati da IA destinati a informare il pubblico richiedono una disclosure visibile, a meno che non abbiano subìto un processo di revisione ed editing umano significativo.
  • Sistemi biometrici ed emotivi: Obbligo di informativa preventiva per le persone esposte a sistemi di categorizzazione biometrica o riconoscimento delle emozioni.

Profili di rischio e sanzioni

Il mancato adeguamento comporta l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie proporzionali, che per le violazioni degli obblighi di trasparenza possono raggiungere i 15 milioni di euro o il 3% del fatturato mondiale annuo dell’esercizio precedente.

Azioni di conformità per le organizzazioni

Per affrontare correttamente la scadenza del 2 agosto 2026, le organizzazioni devono trasformare gli obblighi normativi in attività concrete di governance. Il primo passo consiste nel mappare i sistemi di intelligenza artificiale già utilizzati nei diversi dipartimenti, includendo non solo le soluzioni ufficialmente adottate dall’azienda, ma anche gli strumenti generativi impiegati autonomamente dagli utenti nei processi quotidiani.

Una volta completata la mappatura, è necessario verificare e aggiornare le informative d’uso, soprattutto nei casi in cui clienti, dipendenti o altri soggetti interagiscano con chatbot, sistemi automatizzati o contenuti generati dall’IA. Anche i siti web, le applicazioni e gli altri canali digitali devono comunicare in modo chiaro e trasparente quando viene utilizzata una tecnologia di intelligenza artificiale.

Parallelamente, la governance aziendale dovrebbe definire una policy interna per l’adozione responsabile e tracciabile dei modelli generativi. La policy deve chiarire quali strumenti possono essere utilizzati, per quali finalità, con quali controlli e responsabilità, prestando particolare attenzione alla protezione dei dati, alla supervisione umana e alla verifica dei contenuti prodotti.

Il 2 agosto 2026 rappresenta quindi un passaggio importante da un approccio prevalentemente teorico a una responsabilità di compliance più concreta. Anticipare la mappatura dei sistemi, l’adeguamento delle informative e la definizione delle regole interne consente di ridurre il rischio di sanzioni, limitare gli impatti reputazionali e promuovere un utilizzo dell’IA più consapevole e controllato.